Friday, March 22, 2013
Wednesday, November 14, 2012
9 Winnng Leadership Lessons From the US Presidential Campaign:
by Maurizio Morselli
There is always so much to learn; the latest US election provided a number of important winning leadership and communication lessons; here are nine lessons which sum up some foundational winning factors.
1. Belief is number one: Believe in something or keep saying you believe in something with popular appeal and stick to it. Believe that you will win! Believe that the people will believe you.
2. Attention to Words: language usage matters. Write or have others write speeches for you. If you are uncomfortable speaking from the heart, use teleprompters always. Just "act" as if you were saying it from the heart and meant it.
3. Mainstream the message: Appeal to popular needs and make promises aimed at meeting those needs. Repeat the message continuously through slogans and mottoes and marketing tools and paraphernalia.
4. Best Technology: use it to your advantage and to promote your agenda. Use all available social media and aggressive marketing strategies! Have a savvy team of technologists working for you. You are a product that must be sold!
5. Organize Alliances: make alliances with powerful and rich who can support you. If you happen to be really rich you can also use a lot of your own funds(they are tax deductible anyway!) Lobbies & famous people are a must to have on your side. Naturally you will owe them after but then again you'll be president.
6. Obstacles discovery. If you discover or suspect something fishy in your organization prior to your re-appointment, keep it under wraps until you're appointed and then condemn it and say you knew nothing about it. This will elevate your honorable figure even more
7. Zeal: zealously repeat a message with mass appeal to as many as possible; keep the main message the main message. For instance, continue to say you believe in peace although you may approve an even larger military budget; it doesn't matter what you do: what you "say" is of such impact that you may even win a Nobel Price for the inebriating power of the repetitive message alone, and not for an actual fact or delivery of concrete actions.
8. Love your wife in public; show affection and sweetness in public. A happy traditional family creates a winning picture.
9. Expect to win every time
In case you would like to quote the above but cannot remember all 9 lessons, use the initial letters of each factor together to spell an easy- to-remember acronym .
Wednesday, November 7, 2012
MENO PEGGIO
Una riflessione di un Americano che ora vive in Italia e che vede il magnifico dipinto intitolato "America" con diversi "occhiali", forse piu' critici di quando ero dentro il quadro.
Molte persone, tra cui molti colleghi in Islam celebrano la vittoria di Obama. Certamente congratulazioni. Meglio Lui di Romney. Vorrei pero' ricordare al popolo che esulta, che in primo luogo il voto cosiddetto democratico e' stata solo una scelta per il male minore; in secondo luogo, entrambi i candidati sono solo uomini di punta del "Cartel" di banchieri corrotti e dei sionisti che guidano gli Stati Uniti e Gran Bretagna in una guerra senza fine. Alcune donne mi dicono che Obama è per i diritti delle donne - e rispondo: forse si... se non sei una donna afgana o una donna pakistana / donna somala / donna palestinese / donna yemenita o una donna irachena. Per quanto riguarda le donne negli Stati Uniti sappiate che gli USA possono manipolare le statistiche riguardanti lo stupro, l'omicidio e abusi contro le donne; lo possono fare su google; ma informatevi, please da varie fonti! Se si crede che TUTTE le donne hanno diritti umani e che la dignità dell' occidente e' superiore, allora e' una chiara indicazione che codesti "credenti" hanno passivamente accettato un calcolato lavaggio cerebrale.
Graze e saluti
Maurizio M
"In the land of the blind, the one eyed man is king..." - D.C. 11/7/2012
A VICTORY? For WHOM???
"Some people including some of my brothers and sisters in Islam are celebrating Obama's win. Can I remind everyone that firstly the so called democratic vote was only a choice of voting for the lesser of two evils, secondly, both candidates are only front men for the corrupt cartel of bankers and zionists who lead the USA & UK into endless war. Some women say to me Obama is for women's rights - well I say not if you are an Afghan woman or a Pakistani woman/Somali woman/Palestinian woman/Yemeni woman or Iraqi woman. As to women in the USA they can check out the statistics for the rape, murder and abuse against our gender on google, to believe that women have human rights & dignity in the west can only mean that they have been totally brainwashed by the main street media."
- Laura Stewart
https://www.youtube.com/watch?
Sunday, November 4, 2012
A Tour Of Washington DC: The One THEY never show
A 10 DAY TOUR OF WASHINGTON DC
Washingto DC Day 1
Washington DC Day 2
Washington DC Day 3
Washington DC Day 4
Washington DC Day 5
Washington DC Day 6
Washington DC Day 7
Washington DC Day 8
Washington DC Day 9(Watergate Hotel...)
Washington DC: THE SEAT OF GLOBAL POWER!
THE SEAT OF THE MOST INFLUENTIAL GLOBAL POWER?
Tuesday, September 18, 2012
1968: Mi Chiamavano “Spaghetti”
Galleggiai sulla scia schiumosa e candida del transatlantico dei sogni
Gioia
adolescente appena sbarcata alla scoperta di tutto
E cominciai a paragonare quel
tutto alle dolci albe
Delle mie terre verdi nel
cuore
Che lasciai con sventolate di
ricamati stendardi da taschino
Mi ci asciugai le lagrime e
poi il sudore;
arrivammo e non c’erano i
boccioli di pesco per il maestro
Ora sul nuovo porto
Non c’erano i muggiti che
sapevano della campagna di nonna
Non c’erano le carezze dei
venti nostrani che mi riempivano i polmoni di trebbiatura
Il vento aggressivo e pungente
di New York mi schiaffeggio’ incessante nel mio nuovo paesaggio di cemento, che
ci prese a bersaglio ma che mai riusci’ a centrarci...
Cosi’ mio padre comincio’ il
nuovo sudore che spalmava come amara marmellata quotidiana sul pane insapore
nella cassetta di sogni incompresi
Ma la radice del partigiano e’
una dei forti
Soffrivamo nel disperato
silenzio e nel continuo abbozzare di chi ce la deve fare
Le prime lezioni le
passeggiate nel Bowery
Le botte, le manette del
subway e il Vietnam fuori e dentro
Le rivolte violente e fughe da
manganelli oppressivi
E sorvolavo scontento le nubi
artificiali, fumogene, della mia nuova realta’
L’opportunita’ difficile a
vedere anche nei giorni di volatile gioia
Il soprannome Spaghetti quel
giorno, nelle vecchie aule di razzismo e incomprensione,
riverbero’ pungente nella
melma del mio nuovo oceano
studiavo, soffrivo, lavoravo,
soffrivo, lavoravo, studiavo
lavapiatti, carpentiere,
muratore, venditore, carrozziere, cameriere, studente
non vedevo sorrisi e non capii che forse si dovevano prender da soli
questo self-service sociale mi
colpi’ a mitraglia e ferendomi, mi fece bene
comiciai a costruire il mio
scudo
entrando apprendista nel
corral di cavalli e cavalieri selvaggi;
e tra la polvere, i calci e la
muffa di coloniasmi rimasi a cavallo; ritrovai il coraggio del partigiano che
m’insegno’mio padre; la nostra e’ una radice di forti
spostatevi che mi faccio
avanti, la sella fatta a mano resiste e trionfa,
cosi’ al galoppo sfrenato ma determinato
programmai il cuore a giornata
diventai subdolo e fluido
camaleonte
il freddo d’inverno non pentetrava
piu; galoppavo sicuro
lavoravo, studiavo, soffrivo,
lavoravo, studiavo, combattevo con arsenale di lingue, esperienze e sudori e
cominciai a rivedermi piu’ forte
e nelle albe dei grattacieli
coperti come visione in aliante librata su fumi di fabbrica e libri, rividi
contento le terre verdi lasciate dai ricamati stendardi da taschino.
Metamorfosi...
Non mi chiamano piu’
“spaghetti” nelle nuove aule di razzismo e incomprensione
Sunday, September 9, 2012
NATO: Potenze Ingannevoli o Potenze Democratizzatrici?
Le potenze della NATO, alleate alla monarchia dell’ Arabia Saudita e del Qatar, stanno cercando per motivi economici e geopolitici di ridisegnare la mappa del Medio Oriente; secondo me questo non ha niente a che fare con la “democratizzazione” come ci insegna la situazione in cui si trovano Afghanistan, Iraq, Libia, dove ora regna povertà e violenza, una grande parte della popolazione è morta o rimasta ferita sotto le bombe, e tutto questo per arricchire alcuni Paesi dell’occidente (come durante il vecchio colonialismo.)
Lo schema collaudato per raggiungere questi obiettivi prevede la creazione del consenso popolare attraverso la disinformazione per avvalorare la necessità di un intervento armato dovuto a ragioni “umanitarie”. Dando un'occciata allo specchieto retrovisivo della recente storia, il cosiddetto “intervento militare umanitario” ha sempre portato ad imponenti violazioni dei diritti umani e all’azzeramento del fondamentale diritto di autodeterminazione dei popoli.
Si mira ad insediare governi fantoccio, come in Afghanistan o in Iraq, ancora più oppressivi dei precedenti, anche contro le donne e le istanze di progresso: l’importante è che siano leali e subordinati agli interessi occidentali. Per ottenere questo risultato le piu' forti potenze imperialiste fomentano la violenza finanziando e armando i conflitti interni addirittura inviando consiglieri militari, mercenari e armamenti sofisticati.
Per la guerra all’IRAQ i cui motivi sono stati completamente inventati sono morte centinaia di migliaia di civili iracheni, si sono spesi centinaia di miliardi di dollari che avrebbero dovuto essere spesi per la sanità, la scuola, i servizi sociali, per garantire diritti civili e una vita più dignitosa per tutti.
Basta! Mentre vengono tolti benefici pensionistici e azzerati servizi sociali, si trovano milioni per acquistare nuovi e complessi armamenti. Mi sembra piu che necessario che uniti ci si faccia sentire per dire: "Non piu' un dollaro, non piu' un euro per spese belliche!" Non rimaniamo zitti.
Basta! Mentre vengono tolti benefici pensionistici e azzerati servizi sociali, si trovano milioni per acquistare nuovi e complessi armamenti. Mi sembra piu che necessario che uniti ci si faccia sentire per dire: "Non piu' un dollaro, non piu' un euro per spese belliche!" Non rimaniamo zitti.
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